L'Oratorio di San Silvestro

Dal libro di Don Delmo Lebole - Storia della Chiesa Biellese  - La Pieve di Biella -Vol. V 

L'Oratorio di San Silvestro - Sassaia 

...Per il fatto che non è ricordato nella Visita Pastorale del primo seicento, si deve supporre che sia stato costruito solo verso la metà del secolo. Esisteva già sicuramente nel 1653, poichè in tale anno si trova un legato di Messe. La visita pastorale del 1664 lo descrive come un oratorio ancora da ultimare nella volta, senza beni e redditi, con una piccola campana ma senza campanile. La frazione contava allora una ventina di famiglie. Quest'oratorio, di modeste dimensioni, ha conservato la sua struttura secentesca, con altare in massoneria,recante nella cornice della pietra sacra la data 24 giugno 1642, che potrebbe indicare l'anno dell'apertura al culto dell'oratorio stesso. L'oggetto di maggior pregio in esso contenuto è la tela dell'altare del sec. XVII, raffigurante la Madonna col Bambino, San Silvestro e San Rocco. A lato sorge un proporzionato campanile della stessa epoca dell'oratorio...

 

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L'oratorio è dedicato ai  Santi Silvestro e Mattia, venivano festeggiati al 31dicembre e nel mese di febbraio fino al 1954 anno in cui, per la riduzione della popolazione residente, si è deciso di ricordare i Santi Patroni in agosto.

Si celebrano annualmente due Messe: una in onore dei Santi Patroni e una in suffragio di tutti i defunti della frazione.


Il 10 agosto 2007 l'Oratorio è stato meta della visita pastorale di Monsignore Gabriele Mana Vescovo di Biella.
Discorso di Pietro Boffa Pedro 

Eminenza,

scelto dalla Comunità Sassaiese  per essere il sottoscritto il più anziano fra i fedeli di sesso maschile, Le esprimo, a nome di tutti, il nostro vivo compiacimento per questa Sua gradita visita, accompagnato dal Sig. Vicario di Campiglia Don Romano.
Colgo l’occasione per  parlarLe brevemente del nostro oratorio al quale dedichiamo, tramite i ministri eletti ogni anno, tutte le nostre attenzioni, sempre.Per non essere stato ricordato nelle visite pastorali del primo Seicento, pensiamo di ritenere avvenuta la cosiddetta “posa della prima pietra” verso la metà del 1600.
Soltanto con la prima visita pastorale del 1664 troviamo traccia negli scritti dell’esistenza di una parvenza di costruzione, confermata nella visita pastorale successiva al 1670, dove si fa rilevare ancora l’incompletezza  della volta non finita. Sta scritto “e si vede ancora il cielo”, con l’invito del Vescovo al suo completamento “entro un anno”.
Allora in paese vi abitavano una ventina di famiglie, chiamate a raccolta al suono di una campanella e ciò significa che mancava ancora il campanile!
Gli anni passano e la visita pastorale del 1692 riconosce che ogni anno viene celebrata la S. Messa, cantata dal Sig. Priore di Campiglia, in occasione della festa di S. Silvesto, allora il 31 dicembre, con la presenza in oratorio di tutte le suppellettili e vasi sacri secondo predisposizione.
Col passare del tempo i miglioramenti si moltiplicano. Si rifanno più volte le tinteggiatura delle pareti e al soffitto dell’oratorio, sovente col reintonaco dei muri per ovviare alle umidità e si procede alla manutenzione del tetto con il cambio di grondaie e faldali.
Si predispone il tavolo per la celebrazione della S. Messa di fronte ai fedeli ristrutturando il vecchio altare, si prosegue al rivestimento della facciata esterna in pietra, alla manutenzione dei serramenti esterni, all’impianto elettrico con il collegamento al contatore delle case Ed ancora lo zoccolo in legno attorno alle pareti della chiesa alto circa un metro, il pavimento, la fornitura di nuovi banchi, sedie, candele e paramenti per i sacerdoti, quadri e statuine alle pareti.
Più volte si è provveduto a ritoccare il grande quadro sull’altare con la Madonna col bambino, S. Silvestro 1° Papa e San Rocco, il tutto opera della sassaiese Sabina Guidetti, famosa pittrice.
Anche la cappelletta a inizio del paese venendo da Campiglia non è stata dimenticata!
Oltre alla sua normale manutenzione strutturale dovuta al tempo, anche qui il quadro della Madonna è stato sapientemente ritoccato più volte dalla nostra pittrice, che esprime ancora una volta il suo talento, anche se in condizioni ambientali difficili.
Eminenza, risalendo col pensiero a tutto quanto svolto dai nostri avi, trisavoli, nonni padri e madri fino ai giorni nostri la commozione è grande da far luccicare gli occhi.
La nostra riconoscenza va a tutti i nostri ministri che si sono succeduti negli anni a ai benefattori.
Da un po’ di anni ci siamo valsi dell’opera del nostro supertecnico Augusto e della sua gentile consorte Carla, che tanto si sono interessati  seguendo il tutto con sguardo vigile, perizia, pazienza e laboriosità.
A loro va tutta la nostra solidarietà e ringraziamento!
Eminenza, Ella vorrà scusarmi per questo mio lungo cammino nella storia appena accennato e, nel ringraziarLa ancora per la Sua gradita visita, ci sentiamo onorati e fieri di averLa avuta con noi e da figli devoti La ossequiamo.

Sassaia 10 agosto 2007.

 

Boffa Pedro Pietro

Piccola Patria

L'economia e la vita dei paesi della Valle del Cervo, in provincia di Biella: un breve e stretto canale di boschi di faggio e di castagno tra le Alpi Pennine, al confine

tra Piemonte e Valle d'Aosta.

Chi vi abita - come tutte le popolazioni alpine, gente di poche parole, ma con grande capacità di sacrificio e di ingegno - ha trovato le risorse necessarie alla sopravvivenza nel cuore stesso delle montagne, fatte di una pietra durissima e pregiata affine al granito. Con questa pietra hanno costruito per secoli le loro case, i fontanili, le mulattiere che attraversano i boschi. E l'hanno scavata, tagliata e venduta perfino oltreoceano. Di Linda Tugnoli e Alessandro Capponi